la gente

 

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la gente

 

La motivazione principale che mi ha spinto a scrivere questo manoscritto, è una questione puramente di rivalsa contro la gente poiché in tutta la mia vita ho dovuto sentire fino alla noia quello che la gente va affermando, e pure fare di malavoglia se non controvoglia nei peggiori dei casi quanto la gente impone, perché la gente è oramai abituata a dire così, a fare così, e poi guarda che gente, poi cosa dirà la gente, e tutte quelle situazioni varie in cui la gente ci sovrasta come ci può dirottare inspiegabilmente fino all’inverosimile o addirittura fino ad arrivare alla morte.

Allora, dopo tanti anni passati sotto la dittatura ancora in corso della gente ho voluto scrivere, dire qualcosa finalmente di mio sulla gente a cui apparteniamo affinché ci sia una testimonianza per sottolineare, così porre alla ribalta se questo sarà possibile, le infinite particolarità di una vita in comune non del tutto chiara ne tanto meno onorevole, a volte offensiva e barbara, quindi una psicologia comune prevaricante, e debole, che chiamano ancora con il nome di civiltà, di progresso, e chissà quale altro termine inadeguato sotto il quale si nasconde la gente.

Ma a parer mio il vero volto della vita in comune sta in questo scritto e in tanti altri aspetti analoghi non ancora chiariti, perchè ce ne sarebbe ancora da dire sull’operato di gente su cui ora ho scritto quanto sentivo dentro di me da tempo, quasi una piccola rivincita con la quale potersi congedare in pace con se stessi dopo aver detto ciò che ci sta a cuore, ora non più solo pensieri scomposti e isolati, ma bensì parole scritte, e allora  la mia vera opinione sulla vita in comune di cui le società degl’uomini si servono e di cui se ne fanno un vanto a sproposito.

Quindi il sentimento che mi ha guidato è la rivalsa, una rivincita individuale sulla collettività, uno sfogo inequivocabile dal quale la gente che siamo ne dovrà uscire con le ossa rotte, con il grugno rotto, e la sensazione ora reale, più che mai reale, che non siamo gli stinchi di santo che ci ostiniamo a indurre a pensare.

Dopo questo forte sentimento il manoscritto ha preso una sua forma e un suo senso prettamente di stile come di sostanza man mano che si stava formando, in cui la gente incriminata, a volte siamo noi stessi, a volte vittime, e a volte colpevoli, come a volte la gente è un solo uomo mentre altre volte tutta quanta la gente di cui si parla non riesce nemmeno a rappresentare un solo uomo, uno solo di noi, a volte fin troppo soli in mezzo a tante persone mentre altre volte ancora fin troppo gente risultiamo essere.

Anzi, spesso è uno contro tutti e altre volte ancora sono tutti contro di te, una massa da creare e poi da distruggere in continuazione senza sosta, e tu vittima e allo stesso tempo colpevole di quanto disapprovi, di quanto avresti voluto tanto evitare, ma non è stato possibile e non lo sarà ancora poter evitare tutto quello che si trasformerà inevitabilmente in gente.

Quello che desidererei che accadesse a chi inizia a leggere questo manoscritto formato da aforismi di un unico tema, poiché c’è tanto da dire su di noi come gente, è che crescesse nel lettore oltre al senso preciso che può dare il singolo aforisma, che crescesse nel lettore anche un senso umano nuovo di quanto non conosciamo ancora della natura umana, che crescesse un senso di smarrimento, ma ora finalmente prove di quanto avevamo forse sempre intuito o semplicemente mai detto, mai potuto affermare.

Quindi mi piacerebbe che crescesse in chi legge una nuova condizione umana finalmente messa in luce, non più oscurata, non più taciuta e per ciò malamente offesa da chi ha interessa che non venga portata alla ribalta.

Infine, mi piacerebbe che accadesse dopo una prima fase di aspra critica e conseguente sconforto, che il manoscritto possa essere utile a quanti vogliano veramente capire chi siamo, chi è la gente a cui si dovrà appartenere, e così quali comportamenti su cui porre attenzione per non trovarci con brutte sorprese affinché ognuno di noi possa dare il meglio di se fra gente sempre più incline a dare il meglio per il bene di tutti.

Poi, ovviamente il singolo aforisma dovrà fare la sua parte, essere spietato e lucido nella sua rivelazione per infondere chiarezza più che dubbi che possano portare ad uno spento scetticismo, aforismi in cui credo perché c’è bisogno di sintesi, di poche parole, ma di significati ben precisi, corti e non allungati per poi perdersi in pensieri che dissolvono la loro forza, la loro vitalità, la loro virilità, quindi aforismi in cui si è costretti a soffermarsi, a riflettere sulla gente che siamo, o che non saremo mai se continuiamo di questo passo.

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Pagine: 152
Formato: 140x205 mm
Genere: Narrativa moderna e contemporanea
Editore: Lampi di stampa
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Wiliam Caio - San Pellegrino Terme (Bg) - email wiliam.caio@email.it